L'italiana TrueStar fa causa a Budapest Airport Stampa questa pagina
02
Aprile

L'italiana TrueStar fa causa a Budapest Airport

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Pubblicato in IT-HU

Dopo 4 anni di ottimo andamento all’Aeroporto di Budapest, l’italiana TrueStar ha perso l’appalto che le avrebbe prolungato il contratto di fornitura del servizio di avvolgimento bagagli. “Una scelta che non ci è stata motivata - riferisce ad Economia.hu Maurizio Orsi, tra gli amministratori di TrueStar, nonché responsabile dello sviluppo internazionale-. Una decisione che segue una procedura d’appalto che manca di trasparenza e di chiarezza. Per di più avremmo dovuto sgombrare sabato 31 marzo, la vigilia di Pasqua, con soli due giorni di preavviso.”

Ci racconta l’accaduto proprio Maurizio Orsi, che TrueStar l’ha vista nascere e che, nel 2013, ha aperto la controllata ungherese. “Abbiamo partecipato all’appalto per prolungare il nostro contratto, ma non ci siamo limitati a riproporre un’offerta simile a quella che ci ha portati a vincere nel 2013”. TrueStar ha infatti sviluppato una nuova tecnologia per migliorare ulteriormente la qualità e la tecnologia per la protezione dei bagagli e garantire maggiore sicurezza ai passeggeri. “La nostra nuova tecnologia di avvolgimento e rintracciamento è frutto della collaborazione con un importante incubatore italiano: ne siamo molto fieri e chiaramente la consideriamo un valore aggiunto. Per questo motivo ho basato su quest’ultima la nostra offerta per il bando di Budapest.” 

Una soluzione di avvolgimento e rintracciamento più evoluta avrebbe comportato certamente un aumento nei costi, ma anche nelle vendite, argomenta Orsi, spiegando come da tali incrementi l’aeroporto non potrebbe che trarre vantaggio economico, considerando che il tender si basava su quanto l’aeroporto avrebbe guadagnato sulle vendite. 

“Per fornire il nostro servizio in questo caso presso l’aeroporto di Budapest dobbiamo pagare un minimo garantito annuale, a prescindere dalle vendite, e una percentuale da corrispondere oltre una certa soglia di entrate: un sistema win-to-win in cui l’interesse a vendere di più è reciproco”. In questi anni TrueStar ha lavorato bene a Budapest: “Secondo il personale dell’aeroporto con il nostro arrivo nel 2013 le vendite sarebbe salite di circa il 70% , mentre il nostro rapporto con l’aeroporto di Budapest è sempre stato normale, niente di fuori dall’ordinario: noi facciamo il nostro lavoro e vendiamo bene, portando quindi buone entrate al gestore”. 

“Con un quadro tanto positivo non vedevamo francamente un motivo per cui la nostra offerta non venisse approvata” osserva Orsi.

E invece è successo il contrario, ma con un antefatto. “Dopo la presentazione dell’offerta - riferisce Orsi, citato anche da Index.hu - ho ricevuto una telefonata dal Responsabile Commerciale Sviluppo della Budapest Airport, Mirko Fechner. Durante una conversazione telefonica lunga circa 50 minuti Fechner ha scorso la nostra offerta e messo in forte discussione alcuni punti in particolare riguardo alla tecnologia che abbiamo sviluppato, fatto che mi è parso quantomeno fuori dal comune. Per mia sorpresa ancora maggiore Fechner mi ha suggerito di abbassare l’offerta, asserendo che così come l’avevamo presentata non l’avrebbe fatta vincere perché troppo remunerativa per il committente, ovvero l'aeroporto. Nella stessa conversazione il Responsabile Commerciale ha sottolineato infine come la scelta del vincitore sarebbe stata basata al 100% su base economica”. Orsi ci spiega di aver partecipato a numerosi bandi aeroportuali e che di solito la decisione è basata per circa il 60% su questioni economiche e per il 40% sulle valutazione tecniche. “Prima di chiudere Fechner mi ha intimato di ridurre l’offerta, altrimenti avrebbe dovuto “squalificarci””. 

Il manager di TrueStar ha chiesto a Fechner di mettere tutto per iscritto e poco dopo ha ricevuto un’email con la richiesta nero su bianco. TrueStar ha dunque seguito il suggerimento e abbassato l’offerta. 

Passano i giorni e arriva l’esito del bando. “Un’email - racconta Orsi mostrandocela sullo schermo del computer - con una secca comunicazione. Abbiamo perso il bando perché è stata scelta un’offerta migliore della nostra”. 

“Sbigottito ho chiesto un appuntamento per avere spiegazioni. Il management dell’aeroporto, tuttavia, si è rifiutato di fornirmi qualsiasi informazione invocando la segretezza delle procedure di assegnazione degli appalti.”  Il nome del vincitore della gara non è stato reso noto, ma TrueStar ha ricevuto una richiesta dall’azienda in questione, che vorrebbe assumere il personale della ditta italiana. Secondo quanto riferitoci da Orsi si tratta di una società britannica che offre una molteplicità di servizi e non ha esperienza nel servizio oggetto di gara. Una scelta di difficile comprensione per TrueStar, che dal 2013 fornisce il servizio al Liszt Ferenc di Budapest. 

TrueStar, tuttavia, non si rassegna a lasciare il terminale, perplessa e sorpresa dalla procedura con cui il bando è stato gestito. 

Per Orsi sono state violate le norme di trasparenza e inoltre il bando sarebbe stato poco chiaro, un’altra violazione, “per non parlare della telefonata, per me un caso senza precedenti” conclude Orsi. Truestar ha sottoposto il caso alla Corte di Budapest ed è in attesa di un responso. Nel frattempo la scadenza per lasciare il terminale di Budapest è scaduta. Il 1 aprile, il giorno di Pasqua, passiamo davanti alla loro postazione e TrueStar sta lavorando a pieno ritmo. 

Cosa succederà la prossima settimana sarà deciso dalla corte di Budapest.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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